#coronavirus 13 – Credito d’imposta per sanificazione

Coronavirus Disinfezione

In vista dell’imminente fase 2 dell’emergenza epidemiologica da COVID-19, molte imprese si stanno attrezzando per essere pronte alla riapertura, rendendo agibili i propri locali, soprattutto dal punto di vista sanitario.

Di conseguenza, risulta essere molto interessante il credito d’imposta per la sanificazione degli ambienti di lavoro, pari al 50 per cento delle spese sostenute, introdotto dal DL Cura Italia. 

In particolare, l’articolo 64 del DL Cura Italia, allo scopo di incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, riconosce “ai soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione (…), un credito d’imposta, nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.”

In seguito, è intervenuta la Circolare 9 del 13/04/2020 dell’Agenzia delle Entrate ad ampliare la gamma di interventi agevolabili. In definitiva, il beneficio riguarda le seguenti spese:

  • Spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro; 
  • Acquisto di dispositivi di protezione individuale (quali, ad esempio, mascherine chirurgiche, Ffp2 e Ffp3, guanti, visiere di protezione e occhiali protettivi, tute di protezione e calzari);
  • Acquisto e installazione di altri dispositivi di sicurezza atti a proteggere i lavoratori dall’esposizione accidentale ad agenti biologici o a garantire la distanza di sicurezza interpersonale (quali, ad esempio, barriere e pannelli protettivi);
  • Detergenti mani e disinfettanti.

Le disposizioni applicative dell’agevolazione (tra cui il codice tributo da utilizzare per il credito d’imposta in oggetto) verranno regolate da un apposito Decreto Ministeriale che, in realtà, doveva essere adottato entro il 16/04/2020 ma che ancora non è stato ufficializzato.

In questo decreto, dovrebbe essere chiarito come verranno messe a disposizione le risorse stanziate (50 milioni) per capire se ci sarà l’ennesimo click-day e se le imprese dovranno inserire particolari diciture nella descrizione della fattura di acquisto o prestare particolare attenzione alla modalità di effettuazione del pagamento (obbligo di pagamento tracciabile?).

Infine, è utile ricordare come il costo sostenuto per l’acquisto di questi prodotti (a maggior ragione da indossare o da installare in seguito a specifico obbligo normativo) sia integralmente deducibile dal reddito d’impresa e l’IVA pagata in merito all’acquisto di questi dispositivi (per esempio, sulle mascherine l’aliquota IVA è il 22%) sia integralmente detraibile, il che rende questi dispositivi ancor più appetibili.

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