#coronavirus 6 – Bonus baby-sitting

Baby sitter

In questo sesto articolo approfondiremo come il DL Cura Italia abbia normato l’aiuto finanziario nei confronti delle famiglie con figli di età non superiore ai 12 anni, in conseguenza dei provvedimenti di sospensione dei servizi educativi per l’infanzia e delle attività didattiche nelle scuole di ogni ordine e grado.

In particolare, l’articolo 23 del Decreto-Legge 18 del 17.03.2020, al comma 8, prevede la possibilità di optare, in alternativa allo specifico congedo parentale, per la corresponsione di un bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting nel limite massimo complessivo di 600 Euro (o 1.000 Euro per determinati soggetti).

Nell’ipotesi in cui, all’interno del medesimo nucleo familiare, siano presenti più soggetti minori nel rispetto del limite d’età prevista dalla norma, sarà possibile percepire il bonus relativamente a tutti i minori presenti, ma nel limite del suddetto importo complessivo, indicando un importo parziale per ciascun minore.

Per quanto riguarda la platea dei beneficiari, il bonus spetta ai dipendenti del settore privato, nonché ai lavoratori iscritti alla Gestione Separata INPS o ad altre casse INPS o ad altre casse professionali, a condizione che nel nucleo familiare non vi sia altro genitore beneficiario di strumenti di sostegno al reddito in caso di sospensione o cessazione dell’attività lavorativa (ad esempio, NASPI, CIGO, indennità di mobilità, ecc.) o altro genitore disoccupato o non lavoratore.

Operativamente, il contributo viene erogato dall’INPS mediante ricarica del Libretto Famiglia, una sorta di libretto nominale in cui il privato può remunerare le prestazioni occasionali rese a suo favore da uno o più prestatori nell’ambito di piccoli lavori domestici o assistenza domiciliare a bambini, anziani o disabili.

Il genitore beneficiario dovrà, una volta aperti i canali, procedere con la domanda di accesso al beneficio e, entro e non oltre 15 giorni solari dalla ricevuta comunicazione di accoglimento della domanda, procedere alla c.d. “appropriazione telematica del bonus”, in modo da visualizzare nel “portafoglio elettronico” l’importo concessogli.

Una volta accreditato l’importo sul Libretto Famiglia, il genitore potrà riconoscere l’importo al collaboratore comunicando il numero di ore retribuite, da moltiplicare per la paga oraria, determinata con un importo fisso pari a 10 Euro, indicando l’intenzione di usufruire del “Bonus Covid 19” per il pagamento della prestazione.

Infatti, per ogni ora, viene riconosciuto al lavoratore un compenso netto pari a 8 Euro e versati contributi alla Gestione Separata (1,65 Euro l’ora), un premio INAIL (0,25 Euro l’ora) e spese di gestione INPS (0,10 Euro l’ora).

Per quanto riguarda il lavoratore, la piattaforma nasce con l’obiettivo di sostituire i voucher (mandati in pensione proprio dal Libretto Famiglia) e, di conseguenza, non è richiesta la sua assunzione da parte del genitore; inoltre, i compensi ricevuti non sono soggetti ad IRPEF ma non potranno superare i 2.500 Euro dal medesimo genitore e i 5.000 Euro dalla totalità dei committenti. 

Le prestazioni regolate tramite il bonus in oggetto potranno essere comunicate dal genitore beneficiario sulla piattaforma delle prestazioni occasionali entro la data del 31 dicembre 2020.

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