#coronavirus 3 – Indennizzo di 600 € per i lavoratori autonomi

In questo terzo articolo approfondiremo la misura del DL Cura Italia che più ha destato l’interesse del popolo delle Partite IVA, cioè il contributo di 600 Euro, che, in una prima versione, veniva riconosciuto come una-tantum mentre nella stesura definitiva è stato ricondotto al solo mese di marzo 2020.

Non è ancora chiaro se ci sarà un “click day” ma sicuramente le domande dovranno essere rese all’INPS, entro la fine del mese di marzo.

Gli articoli di interesse sono gli articoli 27 e 28 del DL Cura Italia che riconosce ai liberi professionisti titolari di Partita IVA attiva alla data del 23 febbraio 2020, iscritti alla Gestione Separata, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, un indennizzo pari a 600 Euro. 

Specularmente a quanto introdotto dall’articolo 27, anche per i lavoratori iscritti alle altre casse INPS (citando la relazione tecnica al DL “La proposta normativa riguarda i lavoratori autonomi iscritti alle Gestione CDCM, Artigiani, Commercianti, non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria (…)”) viene previsto un contributo per tutti i lavoratori autonomi di 600 Euro, da erogarsi con le medesime modalità ma con una dotazione molto più importante (“nel limite di spesa complessivo di 2.160 milioni di euro”) rispetto a quanto previsto per i professionisti senza cassa previdenziale.

Le indennità di cui al presente contributo non concorrono alla formazione del reddito.

Nei successivi articoli, tratteremo gli specifici contributi per professionisti iscritti ad altre casse, collaboratori sportivi e artisti.

Update del 27/03/2020: Una risposta del MEF precisa che possono accedere al beneficio in oggetto i soci di società di persone (SAS e SNC) e di capitali (SRL) che, sussistendone le condizioni, siano iscritti alla Gestione Artigiani e Commercianti INPS.

Update del 28/03/2020: Dapprima, la FAQ del MEF escludeva dal beneficio in oggetto gli agenti di commercio essendo, gli stessi, già iscritti ad altra cassa previdenziale obbligatoria (ENASARCO). Con un’inversione a U, il MEF ha corretto la risposta in oggetto, ampliando la platea dei beneficiari anche a questa categoria.

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