Il cumulo di redditi: parte 2

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DIMINUZIONE DETRAZIONE SPETTANTE

In particolare, tornando all’esempio di prima, Gabriele avrà beneficiato di una detrazione pari a 588 Euro per il reddito dei primi 4 mesi (10.000 Euro per 120 giorni di lavoro) e di una detrazione pari a 898 Euro per il reddito dei successivi 8 mesi (20.000 Euro per 245 giorni di lavoro).

Ricapitolando, Gabriele ha beneficiato di una detrazione totale di 1.486 Euro (588 più 898) mentre la detrazione spettante ad un contribuente che ha percepito 30.000 Euro e che ha lavorato per 365 giorni è pari ad Euro 906.

Di conseguenza, oltre al versamento del conguaglio derivante dalla diversa aliquota IRPEF, Gabriele dovrà procedere alla restituzione della detrazione non spettanti per un importo pari a 580 Euro, cioè la differenza tra detrazione spettante (906 Euro) e detrazione beneficiata nel corso dei due rapporti di lavoro (1.486 Euro).

Infine, è utile sottolineare come il software predisposto dall’Agenzia delle Entrate per la compilazione del 730 precompilato, in presenza di due o più Certificazioni Uniche, azzeri le detrazioni spettanti al contribuente; quindi, chi dovesse utilizzare tale software, dovrà prestare particolare attenzione al fine di non versare un conguaglio non dovuto o più alto rispetto al dovuto.

BONUS IRPEF

Il Bonus IRPEF (o Bonus Renzi o Bonus 80 Euro o Bonus DL 66/2014) è un credito riservato ai titolari di reddito di lavoro dipendente, la cui imposta sia di ammontare superiore alle detrazioni per lavoro dipendente, di importo pari a 960 Euro, cioè 80 Euro per ogni mese di lavoro, fino ad un reddito complessivo pari a 24.600 Euro. 

In caso di superamento del predetto limite, il credito decresce fino ad azzerarsi al raggiungimento di un reddito complessivo pari a 26.600 Euro.

Tornando all’esempio precedente, Gabriele avrà beneficiato del Bonus IRPEF per un importo pari a 316 Euro per i primi 120 giorni di lavoro e per un importo pari a 644 Euro per i successivi 245 giorni.

METTI LA FORMULA, CIOE’ 960/365*120 = 316 E 960/365*245 = 644

Infatti, non superando il limite di 24.600 Euro per singolo rapporto, entrambi i datori di lavoro hanno provveduto a riconoscere a Gabriele la quota ad esso spettante, rapportandolo al periodo in cui lo stesso era in forza all’azienda.

Invece, Gabriele, avendo complessivamente percepito un reddito superiore ai 26.600 Euro, non ha diritto al Bonus Irpef e, di conseguenza, dovrà restituire in sede di dichiarazione dei redditi i 960 Euro (316 più 644) percepiti nel corso del 2019.

Per concludere, Gabriele, per il solo anno d’imposta 2019, dovrà provvedere al pagamento di un conguaglio per un importo pari a 2.160 Euro, cioè la somma di 620 Euro (IRPEF), 580 Euro (detrazioni) e 960 Euro (Bonus IRPEF).

Tale conguaglio in sede di dichiarazione dei redditi si può evitare comunicando al secondo datore di lavoro quanto effettivamente corrisposto e trattenuto dal primo datore di lavoro anche se, tale procedura, rischia di essere eccessivamente penalizzante per il lavoratore perché non tiene conto delle altre spese potenzialmente deducibili o detraibili dal contribuente (spese mediche o interessi mutuo, per esempio).

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