Prestazioni occasionali e sportive

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In questo particolare periodo, molti stanno pensando ad un piano B per le prossime settimane qualora la loro attività abituale non riprenda immediatamente; questo piano alternativo può essere rappresentato, per esempio, da prestazioni occasionali o da vendite saltuarie di prodotti di vario genere.

Per questo riguarda le prestazioni occasionali, il lavoratore ha due possibilità a seconda del soggetto al quale offre le proprie prestazioni: 

  1. i compensi sportivi (articolo 67 comma 1 lettera m) del TUIR), qualora la prestazione sia svolta nell’esercizio diretto dell’attività sportiva dilettantistica; 
  2. le prestazioni occasionali (articolo 67 comma 1 lettera l) del TUIR) qualora la prestazione sia svolta in favore di altri soggetti.

A queste due tipologie di prestazioni, si affiancavano i voucher, abrogati però nel 2017 e sostituiti dal Libretto Famiglia e dai contratti di Prestazione Occasionale (con alcune limitazioni in più che ne hanno ridotto drasticamente l’utilizzo, come, per esempio, l’obbligo per il committente di essere una persona fisica non nell’esercizio di impresa, arti o professioni).

Partendo dal lavoro autonomo occasionale, nella sua forma più generica, lo stesso si distingue dal lavoro subordinato o dal lavoro autonomo abituale principalmente per due caratteristiche: 

  • la completa autonomia del lavoratore circa i tempi e le modalità di esecuzione del lavoro;
  • la mancanza del requisito della continuità, dato il carattere del tutto episodico dell’attività lavorativa.

In queste caratteristiche manca, come potete vedere, una soglia massima di reddito anche se è necessario considerare come il totale degli introiti possa essere un buon indicatore dell’abitualità nell’esecuzione della prestazione e, quindi, obbligatore il lavoratore ad aprire la propria Partita IVA.

Infatti, nessuna norma (né civilistica né fiscale) impone un limite massimo di importo erogato in riferimento a tali prestazioni ma viene introdotta una soglia (5.000 Euro lordi annui) che costituiscono una soglia di esenzione dall’obbligo contributivo.

Al superamento di tale soglia, il lavoratore autonomo è tenuto alla contribuzione prevista dalla Gestione Separata INPS considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali, di cui un terzo a carico del lavoratore e due terzi a carico del committente.

Non sussistono, invece, obblighi contributi per i compensi sportivi dilettantistici.

Passando all’aspetto fiscale, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale subiscono una ritenuta a titolo d’acconto pari al 20% del compenso lordo mentre i compensi sportivi meritano un approfondimento ulteriore. In particolare, per i compensi sportivi dilettantistici vige un sistema a tre scaglioni:

  1. Da 0 a 10.000 Euro – I compensi lordi complessivamente percepiti nel periodo d’imposta fino a 10.000 Euro non concorrono alla formazione del reddito imponibile IRPEF;
  2. Da 10.001 Euro a 30.658 Euro – Sugli ulteriori Euro 20.658,28 percepiti nell’anno, il committente opera una ritenuta a titolo d’imposta del 23%, maggiorata di addizionale regionale e comunale; 
  3. Oltre i 30.658 Euro – Qualora i compensi superino tale soglia, gli stessi devono essere riportati obbligatoriamente in dichiarazione dei redditi in quanto la ritenuta operata dal datore di lavoro, sempre pari al 23% oltre ad addizionali, non è a titolo di imposta ma soltanto a titolo di acconto.

Entrambi i redditi sono classificati in dichiarazione dei redditi come redditi diversi e vengono così indicati nella CU 2020 e nella dichiarazione dei redditi: 

  • Redditi di lavoro autonomo occasionale: nella CU con la causale M oppure O, nel Modello 730 al rigo D5 codice 2 e nel Modello Redditi al rigo RL15;
  • Compensi sportivi dilettantistici: nella CU con la causale N, nel Modello 730 al rigo D4 codice 7 e nel Modello Redditi al rigo RL21.

In molti casi, i lavoratori che ricevono compensi da vari committenti chiedono se sia obbligatorio dichiarare tutti i redditi percepiti. A tal fine, è opportuno ricordare che i committenti, qualora agiscano come sostituti d’imposta, sono tenuti a trasmettere all’Agenzia delle Entrate i dati dei compensi corrisposti e delle ritenute operare ai singoli lavoratori, all’interno delle varie Certificazioni Uniche.

Oltretutto, vale la pena sottolineare come possa essere conveniente per il lavoratore autonomo occasionale dichiarare tutti i compensi percepiti in quanto, come già spiegato nel primo video sull’IRPEF, il contribuente potrebbe essere situato nella cosiddetta “no tax area” e ricevere un rimborso pari alle ritenute subite nel corso delle varie collaborazioni.

Infatti, ai prestatori di lavoro occasionale viene riconosciuta una detrazione, non parametrata ai giorni effettivamente lavorati ma solo al reddito percepito.

Per esempio, per redditi fino a 4.000 Euro, la detrazione spettante è sempre pari a 1.104 Euro, mentre le ritenute subite sarebbero pari a 800 Euro (20% di 4.000). Di conseguenza, l’imposta netta verrebbe azzerata dalle detrazioni e il lavoratore avrebbe diritto ad un rimborso pari alle trattenute subite nel corso dell’anno.

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